Le Grand Véfour à Paris
Le Grand Véfour à Paris
Garçon, l’addition!

27 dicembre 1973

La giornata è fredda e grigia. Il cielo non promette niente di buono; tuttavia la gioia e l’emozione di partire per Parigi da Piacenza è tanta e mi fa dimenticare che il viaggio sarà lungo e faticoso.

Infatti, sono stato invitato da una ragazza conosciuta a Lignano Sabbiadoro a trascorrere le feste di fine anno in compagnia di due mie amicizie… Man mano che Parigi si avvicina cresce l’ansia e la curiosità di cosa troveremo all’arrivo: l’appuntamento è in Place de la Concorde, alle 19.00.

Una volta arrivati riconosco Rosanna che ci attende alla fine degli Champs-Élysées. Dopo i saluti, partiamo per il ristorante che si chiama Les Annees 30.

Posto incantevole per l’epoca e per noi che venivamo dalla provincia: affascinante. Le ordinazioni vengono fatte da Rosanna: ostriche spèciales e Belon 00, per cominciare, un piatto sconosciuto, per noi, che non sappiamo come affrontare. Ci facciamo aiutare da lei e scopriamo un sapore fantastico e di grande sapidità. Bellissimo il sevizio ed incantevole l’atmosfera.

Terminiamo con le crêpe Suzette preparate al tavolo: un’esperienza pirotecnica, che ci lascia a bocca aperta.

Veniamo così a sapere che ci aspetteranno 4 giorni di grande ristorazione e di visita ai posti simbolo della Parigi sognata. La sera successiva andammo Au Comte de Gascogne à Boulogne-Billancourt, specializzato in foie gras e Armagnac bianchi, cui erano abbinati.

Noi non conoscevamo il foie gras e al primo assaggio ci fu qualcuno che lo scambiò per un fungo!

Il locale era bellissimo e il proprietario un appassionato di cucina, pur venendo dal mondo dell’informatica: la sera successiva era destinata alla scoperta di un grande ristorante di allora, Le Taillevent, che aveva appena guadagnato le 3 stelle Michelin ed era di proprietà della famiglia Vrinat.

Un posto incantevole, di una eleganza rara, ma non intimidatoria: in due desideravamo fumare (allora ancora si poteva) e, dal nulla, si materializzarono due camerieri che ci aprirono il pacchetto e ci accesero le sigarette. Mai visto prima!

Ma le sorprese non erano finite.

Infatti era nata da poco la Nouvelle Cuisine, sostenuta da Henri Gault e Christian Millau, per cui ci trovavamo di fronte piatti bellissimi: colorati con salse a specchio e verdure brillanti nel colore e croccanti nelle consistenze, a cui non eravamo abituati (specialmente i fagiolini).

Le serate ci avevano poi permesso di conoscere due luoghi mitici: L’Olympia, dove assistemmo al concerto di Michel Sardou, e Lido, posto spettacolare e pirotecnico dove rimanere a bocca aperta per circa due ore.

La nostra breve vacanza terminò da Jacques Manière a Saint-Germain-des-Prés, lo stesso che poi, nel 1979, avrebbe fondato il mitico Dodin Bouffant frequentato dal futuro Presidente della Repubblica francese François Mitterand e già famoso per piatti come les gibiers e la salade folle (fagiolini al dente con foie gras).

E, a proposito di verdura al dente, a quei tempi imperversavano, alla televisione, i corsi di cucina di Raymond Oliver, chef del tristellato Le Grand Véfour, uno dei ristoranti più belli al mondo.

Pranzammo un solo giorno e fu alla Brasserie Flo, che ci deliziò con la sua cucina alsaziana e, in particolare, con un piatto a noi sconosciuto: choucroute à la strasbourgeoise, dai chiarissimi rimandi le tradizioni tedesche, benché allora fosse in voga anche una versione allo Champagne.

Il viaggio terminò il 1 gennaio. Ricordo che la partenza fu difficile, venata dalla tristezza di dover lasciare un posto le cui atmosfere avevano allietato l’esistenza di tutti, il sottoscritto in particolare.

Questa fu la ragione di un ritorno – che dura da 13 anni – e che mi ha portato a conoscere la grande cucina francese, a viverla giorno per giorno, inanellando visite a posti mitici alcuni dei quali sono oggi scomparsi.

Alla prossima puntata, dunque!

Giulio Base

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Carlo Carlini
Nato a Piacenza il 14 febbraio del 1951, medico chirurgo di professione, Carlo Carlini ha esercitato la professione fino al 2008, quando ha abdicato per dedicarsi esclusivamente all'alimentazione. Marito di Rosanna - nata come lui a Piacenza ma naturalizzata francese - si divide tra la Francia e l’Italia, dove porta avanti con pari entusiasmo molteplici esperienze enogastronomiche che, assieme al tennis e al calcio, sono la sua più grande passione.

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