Les Cartes de Vin

7 collezionisti

Dopo i 7 architetti, i 7 podcast, i 7 sommelier, i 7 film e i 7 libri, i 7 collezionisti che hanno fatto la storia del vino contemporaneo. Più un jolly.

Michel Chasseuil 

Ribattezzato “il monaco”, la sua cantina, in un piccolo maniero vicino a Poitiers, consta di circa 5000 referenze. E benché il suo forte sia senz’altro la riservatezza, è certo che, tra le bottiglie leggendarie, figurano  5 magnum:  Petrus 1945, Mouton Rothschild et Cheval Blanc 1947, La Fleur 1961, Le Pin 1982. E poi la collezione nella collezione, visto che del Domaine de la Romanee Conti s’inanellano una bottiglia, per ogni annata, dal 1904 al 2005, compresa la leggendaria 1945, di cui furono prodotte solo 300 bottiglie. Poi ancora Petrus, Quinta de Noval (1931 e 1963), Bollinger (1928 e 1945) e Krug Clos du Mesnil (1979), solo per dirne alcune. Si narra che un magnate russo gli abbia offerto 15 milioni di euro per la sua cantina, ma che lui abbia rifiutato.  Del resto le leggende non sono in vendita.

Leslie Rudd

Titolare di una ditta di vendita diretta e di private label, Leslie Rudd (1941-2018) ha creato Vintage Wine Estates, azienda che distribuisce oltre 2 milioni di bottiglie all’anno attraverso una collezione di cantine e marchi esclusivi, tra cui Clos Pegase, Cosentino, Girard e BR Cohn. Nella cantina del suo ristorante, in Napa Valley, si stimano oltre 10.000 di rari vini della California, di cui conserva, ad oggi, la più grande collezione al mondo.

Andrew Lloyd Webber

Inglese, Andrew Lloyd Webber è un famoso compositore di musical di Broadway. Figlio d’arte, pare sia cresciuto  a sorsi di Barolo. Collezionista fin da giovane (in una intervista ha ricordato la sua prima volta con uno Chateau Palmer del ’61), nel 2011 ha messo all’asta, con Sotheby’s, una parte della sua collezione di vini pregiati, a Hong Kong, ricavandovi 5,6 milioni di dollari. Tra i 746 lotti in vendita, uno stock di 12 bottiglie di Chateau Petrus del 1982, venduto per 77.564 dollari. Webber, però, mantiene gran parte della sua collezione nel suo rifugio di campagna, in Hampshire.

Gene Mulvihill

Sviluppatore e imprenditore di successo, sebbene sia stato  sempre associato all’impresa dei parchi di divertimento, ha  investito in settori diversi come la trasmissione cellulare, i farmaci antitumorali, la robotica, lo sviluppo immobiliare e, ovviamente, il vino. In qualità di titolare del ristorante Latour nel New Jersey, è ha collezionato oltre 135.000 bottiglie di vino, con verticali vertiginose come, ad esempio, oltre 100 annate di Chateau Latour (1863-2009) e selezioni di Cheval Blanc, Ausone, Haut Brion, Lafite, Margaux, Mouton e Petrus.

Hardy Rodenstock

È stato un editore e manager di musica pop nonché importante collezionista di vini, intenditore e controverso commerciante, con un interesse speciale per i vini antichi e rari. Divenne famoso per la sua presunta capacità di rintracciare vini vecchi e molto rari e per organizzare stravaganti degustazioni, come la maratona organizzata dal 30 agosto al 5 settembre 1998, quando ha messo a disposizione degli astanti la sua collezione di Château d’Yquem  dal 1784 al 1991 (125 annate). È appurato che sia stato l’autore di un’elaborata frode, risolto in via stragiudiziale. Tra il legendario e il picaresco l’aneddoto che vuole che abbia messo all’asta una bottiglia di Chateau Lafite, con le iniziali THJ (vedi sotto).

Bill Koch

Uomo d’affari, marinaio e collezionista miliardario americano, la sua barca è stata la vincitrice dell’America’s Cup nel 1992. Forbes ha stimato il patrimonio netto di Koch a 1,8 miliardi di dollari nel 2019, dal petrolio e da altri investimenti, tra cui ovviamente il vino, di cui il magnate rappresenta tanto le delizie quanto le croci. Infatti, oltre ad aver citato Hardy Rodenstock per l’acquisto del Lafite firmato Thomas Jefferson, lo stesso Koch ha citato altre importanti case d’aste che, sostiene, gli abbiamo rifilato almeno 200 bottiglie false tra il 2005 e il 2006 per un valore di oltre due milioni di dollari. Pare che in entrambi i casi ci fosse, peraltro, lo zampino del celebre falsario Rudy Kurniawan.

Robert Rosania

Immobiliarista di New York, Rob Rosania è responsabile della creazione di un nuovo paradigma della urban area di San Francisco Bay. Già prolifico restauratore di appartamenti – col suo team ha completato oltre $ 850 milioni in lavori di ristrutturazione di circa 23.500 appartamenti – Robert Rosania figura tra i più grandi collezionisti di Champagne del mondo. Nel suo portfolio una vasta collezione di rarissimi Bollinger, Taittinger, Pol Roger, Krug,  Philipponnat e Dom Pérignon, che nel 2012 ha venduto a un’asta realizzando oltre 600.000 sterline. Tra le bottiglie era presente anche una magnum di Cristal 1964.

Thomas Jefferson 

Se siete arrivati fino a questo punto, di certo avrete intuito che tra i più grandi collezionisti di vino figurava nientemeno che Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti il cui amore cominciò, come spesso accade ancora oggi, coi grandi vini francesi, che ebbe occasione di studiare dopo il 1785, quando successe a Franklin come ambasciatore in Francia. Ma prima della sua presidenza Jefferson precorse i tempi anche come wine advisor di George Washington.

Francesco Sansone

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