Mille et un flacons

Guerlain

Una Dinastia

Pierre Francois Pascal Guerlain nasce nel 1828 a Parigi e fonda al civico 42 di Rue de Rivoli la sua prima boutique al rez-de-chaussée del palazzo, che diverrà poi il penta stellato Hotel Meurice.

Questo luogo diverrà un must per i “magister elegantiarum” della città e dell’alta società cosmopolita.

Nel 1853 il primo colpo da maestro con “Eau de Cologne Impériale” prima fragranza «su misura» dietro espressa richiesta dell’Impératrice Eugenia, moglie di Napoleone III la quale, vittima di debilitanti cefalee trova in queste molecole profumate un opportuno ristoro e quindi nominerà in seguito Guerlain “Profumiere esclusivo di Sua Maestà”.
Questa deliziosa Edc dal frizzante e raffinato Jus agrumato-fiorito (neroli, bergamotto, verbena, limone arancia, rosmarino e gelsomino) era contenuta in uno splendido flacone costellato da 69 api, quale omaggio all’Impero che aveva scelto per l’appunto la nobile ape come suo vessillo.
Questo celebre flacone, personalizzabile su richiesta, viene proposto ancora oggi con api bianche o dipinte in oro.
Nel 1889 nasce Jicky creato da Aimé Guerlain che diede al profumo il nomignolo di suo nipote Jacques, che diverrà in seguito apprendista nel suo atelier.
Fougère Orientale, si contraddistingue per l’incipit fresco di lavanda, limone, mandarino, bergamotto e rosmarino, a cui seguono gelsomino, patchouli, rosa, iris e vetiver.
Il cuore olfattivo si chiude con note di fondo di vaniglia, muschio, zibetto, ambra e fava tonka.
Impreziosito da nuances uniche, è il primo profumo a presentare una tenacia e persistenza mai esplorate. Un profumo che annuncia nuovi capolavori olfattivi moderni e anticipa Mitsouko e il leggendario Shalimar.
Nel 1919 Mitsouko – che significa mistero in giapponese – viene creato dal profumiere Jacques Guerlain, figlio di Gabriel e nipote di Pierre François Pascal, il magnifico fondatore.

Ogniqualvolta mi viene chiesto di menzionare la mia fragranza preferita, o la fragranza migliore di tutti i tempi, o quella che porterei con me se dovessi trasferirmi su Marte per motivi fiscali, rispondo sempre Mitsouko. Ciò suscita in genere tre tipi di reazioni: i profumieri sbadigliano, i neofiti annotano il nome e gli aficionados decidono che sono un tizio compassato. In realtà è un po’ come dire che il vostro dipinto preferito è la Gioconda (non il mio, per inciso)”. 

Luca Turin, Perfumes The A-Z Guide

Capolista della Famiglia olfattiva “Chypre (preceduto solo due anni prima dal mirabile “Chypre” di François Coty), si appalesa con note agrumate addolcite poi da petali di rosa, neroli bigarrade e gelsomino, lasciando poi una coda persistente di vaniglia, cisto e muschi.
Si narra che Jacques Guerlain lesse la bozza di un romanzo di Claude Farrère, suo caro amico, “La Bataille” e che da lì prese l’idea di dare ad una nuova fragranza il nome dell’eroina del libro che narra l’amore impossibile durante la guerra russo-giapponese fra un ufficiale inglese e Mitsouko, moglie di Togo Heihachiro, celebre per la clamorosa vittoria che ottenne nella battaglia di Tsushima.
Evergreen, rimasto da allora sempre in commercio, è ancora parecchio apprezzato dal pubblico femminile e non solo.
Shalimar, che significa alla lettera ” tempio dell’amore” già ideato e pronto ad essere lanciato sul mercato nel 1921, jus dal cuore caldo, ammaliante, vorticoso ed esotizzante, venne esposto al pubblico solo nel 1925 all’Esposizione delle Arti Decorative nella Ville Lumière.
I Guerlain, famiglia di geni appassionati dell’Oriente e incontrovertibilmente romantici, dedicano questa superba fragranza alla struggente storia d’amore tra l’imperatore moghul Shah Jahan e la principessa indiana Mumtaz Mahal, poi diventata sua sposa, che perì di parto e per la quale in suo ricordo l’imperatore fece costruire il magnifico Taj Mahal, affinché ella potesse riposarvi in pace.
All’aspergine debuttano note fresche sopraffatte prepotentemente da vaniglia, incenso, cuoio e lacrime – è il caso di scriverlo – di benzoino birmano.

Il primo “Orientale “della storia della Profumeria racchiuso in un’ampolla di finissimo cristallo di Baccarat.

Da quasi due secoli, cinque generazioni di profumieri Guerlain hanno mantenuto con valente successo la gestione creative della Maison. Oggi, il Maître Parfumeur Thierry Wasser è altrettanto valente erede di un patrimonio olfattivo di oltre 1100 fragranze.
Nell’accomiatarmi mi piace rendere un doveroso omaggio alla grandiosa generosità intellettuale di ERNEST BEAUX, Naso del mitico Chanel N°5, il quale, parlando del creatore di Shalimar, disse:

“Con questo pacchetto di vaniglia, sarei stato in grado di creare soltanto una crema pasticcera, mentre lui, Jacques Guerlain creò Shalimar.”

Noblesse oblige, ça va sans dire!
...segui Alessandra.

Rum, Rhum e Ron: un’unica anima caraibica

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Alessandra Vittoria Pegrassi
Andrea G. Pinketts (noto scrittore noir Milanese mio amico di cuore, mio braccio destro e alle volte pure sinistro) aveva già inquadrato ed incoraggiato il mio senso del gusto, o meglio del buon gusto, quando quindicenne andavo a comprarmi da un droghiere del quadrilatero, facendomi fuori la paghetta mensile, aulentissimi bonbons alla violetta, meringhette all’anice e collutori ai petali di rosa. Questa precoce ma solida ricerca del buono anche sinesteticamente parlando mi ha poi condotta a Parigi ove un profumiere stregone mi ha insegnato pian pianino e svelato poi i prodigi della composizione dei bouquet e delle sue note...

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