Il Privé di Davide Bertellini

Giulio Base

Chi sei?

La domanda è perfetta, perché io mi sento duale: sul piano professionale sono un grande amatore del cinema, un professionista, e su quello identitario sono – mi sento – un padre di famiglia, che è poi il mio grande amore. In sintesi direi che sono un uomo del cinema e un padre di famiglia. 

La tua più grande passione?

Ecco torniamo alla domanda precedente: ho la fortuna di essere ciò che amo o di amare ciò che sono. La mia grande passione è la mia vita. Ho fatto della mia passione la mia professione e, come diceva Confucio, “se scegli il lavoro che ami non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita“. Chiaramente non è proprio così, ma ci sono molto vicino. Ciò riguarda anche la famiglia: per me non è un binario verso la banalità ma una vera e propria pulsione quotidiana, e portante, di scambio, di amore e di crescita.

La tua più grande paura?

Ho paura dell’ingiustizia. Mi fa davvero temere tanto: in piccolo, penso alla mancanza della famosa meritocrazia, di cui tutti ci riempiamo la bocca; in grande, ovvero a casi ben più gravi come quello di Enzo Tortora, un caso di malagiustizia italiana che può accadere a ciascuno di noi. 

Il tuo colore preferito?

Da persona duale quale sono, e come ho detto di essere, ne ho due di colori preferiti. Colori che, però, se messi insieme diventano uno… so che tu mi capisci. Uno è il bianco, che è il colore del Paradiso, uno è il nero, che è il colore dell’Inferno, che insieme danno bianco/nero, che è Il colore del cuore che dovrebbe essere rosso e invece è un’altra grande passione che abbiamo tenuto un po’ da parte e che non è così importante come lavoro e famiglia ma, insomma, sul podio c’è la Juventus. Anche mia moglie Tiziana s’è convertita: è stato un atto d’amore, del resto, posso giurarlo, non le ho mai chiesto niente, ho sempre creduto che, come dicono gli americani “happy wife happy life“; l’unica cosa che le ho chiesto è che diventasse juventina… e lei ha accettato!

In quale epoca viviamo?

Io penso che viviamo in un’epoca tutto sommato fortunata perché andiamo molto veloci, abbiamo tutto ciò che ci piace, anche in un periodo così particolare di dolore e di costrizione ci possiamo concedere quelle che, di norma, sono considerate le cose belle da fare. Ci possiamo concedere di leggere, di ascoltare musica, guardare film, scrivere lettere… cose che, tutto sommato, anche in questa fase di costrizione possiamo fare. La tecnologia ci mette a disposizione tutto lo scibile umano, non c’è niente a cui non si possa avere accesso. Immagina questa cosa 100 anni fa, non c’è minimamente paragone.

Cosa c’è dentro al tuo bicchiere?

Allora diciamo che non c’è solo un bicchiere, c’è bottiglia e bicchiere. La bottiglia è piena d’acqua… di cui mi nutro costantemente perché mi piace, perché fa bene, perché mi da’ una sensazione di freschezza e di allegria, e poi perché è l’elemento naturale per antonomasia. Nel bicchiere invece c’è del vino: perché è una delle magie dell’essere umano, lo è da sempre, dai latini, dai greci, c’è qualcosa di divino, di dionisiaco, tant’è che anche nella tradizione cristiana e cattolica sopra gli altari insieme all’ostia c’è il vino. Queste sono le due cose di cui immagino pieno il mio bicchiere. 

L’ultimo pasto prima del patibolo?

Be’, se so che devo morire datemi di tutto come direbbe Albertone (Sordi n.d.a.): carbonara, amatriciana, pizza, supplì, fritti, dolci, liquori, superalcolici… forse non c’arrivo sul patibolo…. muoio come molti vorrebbero morire: “magnando”!

Fumatore? Se sì, di cosa?

No, non sono mai stato un fumatore, non fumo. Ma non sono del tutto avulso dalla cosa: ho dovuto talvolta fingere di esserlo nei film, ma non ho mai fumato una sigaretta nel puro senso del termine. Considera che ho 36 anni di mestiere… ho cominciato negli anni ’90 quando sui set si fumava ancora molto: oggi è rarissimo. Nei film americani, per esempio, è uno stratagemma per scoprire chi è il cattivo: è quello con la sigaretta in bocca. 

Il libro sul comodino?

In queste settimane ho avuto finalmente il… chiamiamolo coraggio… di affrontare il romanzo dei romanzi, “À la recherche du temps perdu“di Marcel Proust che è un capolavoro della letteratura mondiale: sono più di 2000 pagine. Anche in questo la quarantena mi ha portato qualcosa di utile: adesso finalmente posso dire di averlo letto. 

Cosa accadrà domani?

Io sono un fortissimo sostenitore della telepatia non in quanto magia o stregoneria ma in quanto branca della fisica, alla stessa stregua della gravità o del movimento dei pianeti e delle stelle. Prendi noi. Noi due stiamo parlando al telefono, ci troviamo a centinaia di km e stiamo parlando insieme, senza fili, senza tubo, nulla, ci sono solo queste onde elettromagnetiche, invisibili, che trasportano informazioni. Ebbene io credo che esistano delle onde che il cervello possa codificare in maniera autonoma senza più bisogno di un canale come il telefono. Quindi credo che quasi sicuramente “domani” accadrà questo: non magia ma onde elettromagnetiche. 

Per quanto riguarda me, invece, avevo appena finito di girare un film che s’intitola “Un cielo stellato sopra al ghetto di Roma” e, quindi, “domani” uscirà il mio film. È una storia che tratta di alcuni ragazzi, dei liceali al loro ultimo anno scolastico, che si imbattono in una lettera dimenticata degli anni ’40: quella di una bambina che chiede aiuto dopo che la sua famiglia è stata deportata ad Auschwitz. È un viaggio di ricerca e di maturità: una bellissima storia. 

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27 dicembre 1973

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Davide Bertellini
Folgorato fin dai primi anni dell'adolescenza da un'inarrestabile e sempre crescente "passione gourmet" a 21 anni aveva già fatto due volte il giro del mondo. Oggi, imprenditore nel campo della moda e del lifestyle, ha sostituito alla palestra il ristorante e, in qualità di jetsetter, frequenta i più importanti party e charity events nel mondo. Poliglotta, con la scusa di girare il mondo per il suo lavoro nel campo della moda frequenta i più bei ristoranti alla ricerca di quello migliore, che purtroppo non ha ancora trovato. Founding member Gustavia Yacht Club di St. Barth, è anche top reviewer italiano della guida americana Opinionated About Dining, scrive su Identità Golose per Paolo Marchi e su Passione Gourmet, al quale è affiliato a capo della direzione marketing. Sogno nel cassetto? Un tour mondiale dei ristoranti “3 stelle” della Guida Michelin con fotografo, ghostwriter e jet privato.

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