Bartitsu

Combatti per sapere chi sei

Quando è nata QUESTA RUBRICA, l’idea era di creare un laboratorio di antagonismo culturale, fatto di riflessioni, attacchi, difesa dalle aggressioni del logorio moderno e puntare una lente su vari aspetti che potessero migliorare il nostro animo e attitudine all’odierno.
BARTITSU non è mai stata solo pensiero, ma anche azione, e in questa azione rientra il seminario tenuto – grazie al Maestro Paolo Ornaghi e al Centro Cultura Sport – a cui ho partecipato e che voglio condividere con voi.

Lo stage si intitolava “COMBATTI PER SAPERE CHI SEI”

Un titolo da non fraintendere con un invito a mettersi alla prova in maniera aggressiva e sanguinosa per conoscere una parte di sé ignota, no, un titolo evocativo di apprendimento, apertura mentale e vero confronto con l’arte del combattimento.
“Arte”, sì, perché spesso si dimentica che è un’arte, anche quella delle MMA, che dietro c’è un mondo fatto di molti valori, sacrifici e sudore.
L’incontro, organizzato da Paolo, prevedeva un allenamento mattutino (d’inverno), nel bosco, con un uomo che incarna pienamente l’essenza del guerriero sia per forza e valore che per spirito: Davide Morini.
Per chi non lo conoscesse, il maestro Morini ha un palmares davvero impressionante, sia per titoli che per preparazione e vi invito a visitare LA SUA PAGINA ON LINE e cercare i suoi video.
Sguardo attento, concentrato, silenzioso, sa scrutare l’animo umano restando imperscrutabile.
La sua visione a 360° del combattimento è nata a 11 anni, in prima media, con la pratica del karate stile Shotokan per poi approdare allo Yoseikan Budo che nasce negli anni Settanta in seguito ad alcune osservazioni compiute dal Maestro Hiroo Mochizuki.
Il Maestro, già pioniere del Karate e Aikido in Europa e profondo conoscitore del Judo e del Ju Jutsu, constatò una irreversibile deformazione che le Arti Marziali giapponesi avevano subito in Occidente nel loro processo di diffusione, per via di una forte occidentalizzazione e la conseguente deriva sportiva. Il Maestro Hiroo Mochizuki volle ideare un metodo che consentisse di uscire dalla super-specializzazione sportiva, in modo di riattivare l’universalità dei principi e dei movimenti delle discipline originarie. Il metodo ideato, lo Yoseikan Budo, costituisce un ritorno alle scuole antiche (koryu – le scuole nate prima della riforma Meiji – 1868), scuole dove si insegnava un Arte Marziale completa e globale (sogo bujutsu), adatta ai combattimenti sui campi di battaglia come ai duelli urbani, alla difesa contro aggressioni. L’adepto era in grado di usare con maestria numerose armi come le mani nude, sia per colpi, sia per corpo a corpo. Insomma, una universalità che si era persa dapprima con la nascita delle discipline “moderne” (Gendai Budo) come Judo, Kendo, Aikido e poi definitivamente smarrito con l’iperspecializzazione con unico fine della gara o indirizzando la pratica a fini prevalentemente utopici ed eubiotici.” (qui).
Questa è stata la disciplina che per molto tempo ha “costruito” Davide (sotto la supervisione del maestro William Nicoló) che, a un certo punto, per ampliare il suo discorso sportivo, si è lanciato nelle discipline a contatto pieno, studiando pancrazio e Canne Francese del maestro Italo Manusardi praticando al tempo stesso lo Yoga e interessandosi anche al mondo germanico/scandinavo fino ad approdare alle Rune e ai loro significati più profondi.
L’incontro, tenutosi in un bosco della Lombardia, ha visto arrivare uomini e donne di varia estrazione e di diverse discipline, che si sono allenate fisicamente con il bastone, nel combattimento e che hanno potuto godere del tocco meditativo di Morini, che ha unito una fase iniziale proprio legata alle Rune e alla loro interpretazione, secondo la visione del maestro e una fase finale in cui l’uso della respirazione e dell’ascolto hanno espresso il meglio di ciascuno.
È stato un vero e proprio combattimento contro i preconcetti che molte discipline e sport da combattimento hanno; contro il mondo là fuori, fatto di rumore, musica, ritmi metallici; contro se stessi e le proprie limitazioni autoindotte, il bellissimo ricominciare da zero nonostante gli anni di pratica nella propria arte marziale.

Morini riesce ad abbracciare, con una visione mai accademica, mai supponente, ma molto chiara e affascinante, le diverse qualità che dovrebbe avere un combattente e che spesso vengono sviluppate a comparti, lasciando gli allievi in uno stato di rinnovato vigore e di profonda connessione con se stessi e con la natura che ci circonda e di cui facciamo parte.
Lui che ha lasciato la città per la montagna, dove si allena, insegna, vive in uno stato di contatto pieno con le energie interiori ed esterne, sa essere un veicolo prezioso di autoconsapevolezza e consapevolezza, senza perdersi in convenevoli o dietro a gradi e qualifiche.
Questo incontro, di cui sono molto grato, non è stato soltanto un appuntamento per ritrovarmi sotto molti aspetti personali e collettivi, ma soprattutto un invito a ricordare quanto sia necessario saper cercare la via che ci porti fuori dal meccanismo di cui siamo sempre più schiavi: quello sociale.
La fortificazione dell’individuo che siamo, la sua indipendenza, libertà, tesa a un’elevazione intima che però può giovare alla Collettività, mi è stata risbattuta in faccia con molta più energia e l’ho sentita da subito, dal momento in cui accaldato, con l’odore del bosco e della terra addosso, ho salutato quegli alberi che ci avevano ospitato.
Dobbiamo COMBATTERE, sempre, per sapere chi siamo, per conoscerci meglio, anche a costo di dimenticare chi siamo e da dove proveniamo, perché solo in quel modo possiamo ritrovare una fiamma che può diventare un fuoco capace di essere utile a noi e agli altri.
Non vi dico di entrare in un bosco a combattere, ma vi dico di entrare in un bosco, di salire in montagna, di tracciare sentieri e smarrirvi, combattete contro la noia, l’abitudine, il solito.
Combattete. Sempre.
...segui Pietrogiacomi.

Gli investigatori del mondo sommerso

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Alex Pietrogiacomi
Giornalista, scrittore, ufficio stampa e consulente editoriale, da anni indaga la bellezza in ogni sua forma. Cura e ha ideato, la collana Blister Black Tie per Agenzia Alcatraz Edizioni. Ha pubblicato come autore e curatore, tra i vari titoli, TRATTATO DELLA VITA ELEGANTE, APOLOGIA DEL DUELLO, CHEZ D’ANNUNZIO, ELOGIO DELLO SNOBISMO, SEMPLICE,ELEGANTE, BIGLIETTO, PREGO, MISHIMA MARTIRE DELLA BELLEZZA e ha partecipato a molte raccolte di racconti e riviste lettterarie. Dal 1985 pratica a livello agonistico il Karate Shotokan e combatte nei pesi massimi, membro della Nazionale Master F.I.J.L.K.A.M. Assorbire è il verbo che più lo convince nella vita.

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