Il Privé di Davide Bertellini

Katia Da Ros

Chi sei?

Mi considero una persona che sta intraprendendo il suo viaggio, che cerca ogni occasione per migliorarsi, per sé e per gli altri. Sono felice quando riesco a lasciare un segno positivo e a essere d’aiuto al prossimo.
Dal punto di vista lavorativo da oltre trent’anni sono un’imprenditrice di prima generazione e mezza perché non sono la founder dell’azienda, dato che sono arrivata sei anni dopo la sua nascita, ma mi sento sicuramente uno dei suoi motori.

Nella mia identità è molto importante il fatto di essere italiana e ne vado fiera.

Ho viaggiato molto e devo dire che grazie a ciò si apprezza molto il proprio paese e si è più consapevoli del suo valore. Anche nel mio mondo professionale (n.d.r. Irinox Spa) dove c’è molta tecnologia quando arriva un italiano si apre sempre la porta e tutti hanno grande simpatia nei nostri confronti. Un altro valore aggiunto è il fatto di abitare in Italia, circondato da una bellezza nella quale sei immerso, senza neanche rendertene conto: senza averne la consapevolezza.

La tua più grande passione?

Da sempre il buon cibo e il buon vino. Questo è un dato di fatto. Poi, nel corso degli anni, le mie passioni si sono evolute e, oggi, devo dire che una delle passioni che sento più forte è l’arte moderna e contemporanea. È un mondo che mi piace molto e che frequento. Poi trovo molto interessante e arricchente il fatto di incontrare le persone; molte volte incontri persone che sono umanamente ricche e tutto ciò arricchisce te stesso.

La tua più grande paura?

Non ne ho di particolari.

Il tuo colore preferito?

Una domanda difficile. Intanto sono per i monocromi. Sono combattuta tra il blu e il rosso ma tra i due vince il blu. Ci sono alcuni blu che ricordo in particolar modo: uno è il blu Klein, che trovo proprio fortissimo oppure, il blu Majorelle di Marrakech, che sembra che viva, che pulsi. Poi anche il blu delle Jacarande: anche quello è un blu speciale. Credo che il blu sia un colore che ha la capacità di ispirare profondità ed è allo stesso tempo elegante. Poi, però, c’è sempre anche il rosso che è vita, cuore, passione, impeto: una forza primordiale.

In che epoca viviamo?

Penso che sia l’epoca delle possibilità e delle opportunità perché oggi come non mai abbiamo un potenziale che è immenso.

Se pensiamo solo alla “grande ragnatela” del web che ci unisce, abbiamo già un potere enorme.

Alla fine, sono una positiva e credo nell’uomo inteso come genere: prima o poi troveremo il modo per stare bene tutti insieme. possiamo fare una grande differenza con questa connessione, ma probabilmente non ce ne rendiamo ancora conto.

Cosa c’è nel tuo bicchiere?

Una buona bollicina sicuramente. Però, dovendo scegliere, un buon vino rosso è la prima scelta. Trovo che un buon vino sia come un buon piatto.

Se uno si educa a bere bene, il vino è anche una grande ricchezza perché nel bicchiere trovi la sintesi del territorio, di una cultura e della capacità dell’uomo.

Alla pari di un piatto che è la sintesi delle capacità di uno chef.

Il tuo  pasto prima del patibolo?

Mi viene in mente la pasta alla Norma che è un piatto che non mangio spesso ma che trovo strepitoso perché via dei suoi sapori decisi; non lo so fare ma quando lo mangio per me diventa indimenticabile.

Sei stata o sei fumatrice?

No, non sono fumatrice, però qualche buon sigaro me lo sono fumato. Non ho il vizio del fumo: lo faccio per piacere.

Il libro sul comodino?

Ho sempre tanti libri in contemporanea. Ce ne sono almeno quindici adesso. Sono una lettrice disordinata. Ultimamente mi piacciono molto le biografie o i libri sullo sviluppo personale.

Cosa accadrà domani?

Sono un’ottimista quindi spero che si pongano le condizioni perché finisca al più presto questa guerra nel cuore dell’Europa.

Spero e auspico che saremo un po’ più intelligenti nel capire che se lavoriamo insieme possiamo essere tutti un po’ più felici: perché alla fine si sta bene quando si sta bene tutti.  E credo che ce la faremo.

Per quanto riguarda invece le sfide imprenditoriali, credo che l’imprenditore sia sempre un po’ insoddisfatto, perché cerca sempre di fare qualcosa di più e, sicuramente, di meglio. Per me, per la mia azienda l’obiettivo è quello di essere più bravi a creare prosperità: stiamo lavorando molto sulla sostenibilità e quindi siamo già passati dal paradigma di creare valore economico per gli azionisti al paradigma di creare valore per tutti. Quello che auspico è di fare la differenza e misurare quanta differenza abbiamo fatto.
In termini più pratici, invece, la prossima sfida di Irinox è conquistare gli Stati Uniti con i nostri abbattitori di temperatura per la casa. È una grande sfida e se la vinceremo vorrà dire che saremo stati veramente grandi.

Sul piano personale, invece, sono stata appena nominata vicepresidente nazionale di Confindustria e per due anni darò il mio contributo sui temi della sostenibilità, dell’ambiente e della cultura. 

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Davide Bertellini
Folgorato fin dai primi anni dell'adolescenza da un'inarrestabile e sempre crescente "passione gourmet" a 21 anni aveva già fatto due volte il giro del mondo. Oggi, imprenditore nel campo della moda e del lifestyle, ha sostituito alla palestra il ristorante e, in qualità di jetsetter, frequenta i più importanti party e charity events nel mondo. Poliglotta, con la scusa di girare il mondo per il suo lavoro nel campo della moda frequenta i più bei ristoranti alla ricerca di quello migliore, che purtroppo non ha ancora trovato. Founding member Gustavia Yacht Club di St. Barth, è anche top reviewer italiano della guida americana Opinionated About Dining, scrive su Identità Golose per Paolo Marchi e su Passione Gourmet, al quale è affiliato a capo della direzione marketing. Sogno nel cassetto? Un tour mondiale dei ristoranti “3 stelle” della Guida Michelin con fotografo, ghostwriter e jet privato.

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