Joe Bastianich nell’obiettivo di di AngeloTrani
Il Privé di Davide Bertellini

Joe Bastianich

Chi sei?

Io?! Io sono Joe, un uomo sempre in giro con la sua chitarra. Un Restaurant Man. Imprenditore, un padre, un autore, un Ironman, musicista, produttore vini e skater wannabe.

La tua più grande passione?

Decisamente la musica. Anche il cibo e il vino sono passioni che mi accompagnano da sempre ma oggi sono diventante anche la mia attività, una questione di business. La musica è ancora – per il momento – passione pura.

La tua più grande paura?

Be’… sono un uomo coraggioso, mi piace il rischio ma ciò che temo proprio sono le canzoni stonate, il vino che sa di tappo e il cibo immangiabile.

Il colore preferito?

Non sono una persona così schematica, dipende, se una cosa mi piace veramente il suo colore diventa in quel momento il mio preferito.

In quale epoca vivi?

Ogni giorno nel presente.
Un’epoca che in generale ci ha concesso grandi opportunità, pace e la possibilità di portare avanti sogni e progetti. Ma il mondo sta cambiando e dovremo cercare di stare al passo.

Cosa c’è dentro il bicchiere?

In questo momento il Vespa Bianco, uno dei vini di famiglia. E insieme a lui nel calice un passato importante – almeno per me – una storia fatta di radici strappate, della ricerca di un posto da chiamare casa ma anche molto futuro: la speranza. Nel vino rimarranno racchiusi tanti aspetti di noi, di cosa abbiamo fatto, destinati a durare negli anni, per i miei figli, anche quando io non ci sarò più.

L’ultimo pasto prima del patibolo?

Spaghetti di Gragnano, pomodoro San Marzano, un grande olio extra vergine di oliva e Grana Padano. Oppure, se dovessi finire la vita vista mare… spaghetti con le vongole.

Fumatore? Se sì, cosa?

Assolutamente sì, purtroppo. Sicuro che vuoi proprio sapere di cosa?

Il libro sul comodino?

The Catcher in the Rye (Il giovane Holden n.d.r.), di J. D. Salinger.

Cosa accadrà domani?

Sarà una bella giornata circondato da persone di talento, creative. Un nuovo giorno per assumersi dei rischi, trovare nuovi obiettivi su cui lavorare e la realizzazione di alcuni bellissimi progetti in cantiere di cui sentirai presto parlare…

(Crediti foto AngeloTrani)

Meglio soli che stipati in un club: Buca delle Canne

Previous article

Il Carnevale italiano “dolce e un po’ salato”

Next article
Davide Bertellini
Folgorato fin dai primi anni dell'adolescenza da un'inarrestabile e sempre crescente "passione gourmet" a 21 anni aveva già fatto due volte il giro del mondo. Oggi, imprenditore nel campo della moda e del lifestyle, ha sostituito alla palestra il ristorante e, in qualità di jetsetter, frequenta i più importanti party e charity events nel mondo. Poliglotta, con la scusa di girare il mondo per il suo lavoro nel campo della moda frequenta i più bei ristoranti alla ricerca di quello migliore, che purtroppo non ha ancora trovato. Founding member Gustavia Yacht Club di St. Barth, è anche top reviewer italiano della guida americana Opinionated About Dining, scrive su Identità Golose per Paolo Marchi e su Passione Gourmet, al quale è affiliato a capo della direzione marketing. Sogno nel cassetto? Un tour mondiale dei ristoranti “3 stelle” della Guida Michelin con fotografo, ghostwriter e jet privato.

You may also like

2 Commenti

  1. bello

  2. Grazie!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.