Il Privé di Davide Bertellini

Giulio Di Sabato

Chi sei?

Sono un imprenditore, quest’anno festeggio più di trent’anni di carriera.

Ho iniziato come agente rappresentante nel settore della moda con la peculiarità di non rivolgermi ai mercati italiani ma esteri. Quando iniziai nel lontano 1988 la mia società lavorava con il Medio Oriente e l’Asia (Cina esclusa, allora); quando poi introdussi il settore uomo, a fine anni 90, mi rivolsi a tutti i mercati dell’est Europa. Nel 2001 sono diventato distributore, che vuol dire acquistare la merce (sul venduto) e garantire il credito alle piccole e medie imprese o ai giovani designer che difficilmente possono averne accesso.

Accanto alla carriera di imprenditore ho intrapreso anche una carriera istituzionale.

Ho sempre creduto nelle associazioni di categoria che aiutano e supportano chi vuole fare impresa – non solo i grandi ma anche chi è all’inizio, e specialmente i giovani; è più di trent’anni che sono iscritto ad Assomoda (facente capo a Confcommercio) facendo tutta la gavetta interna: da semplice associato a consigliere regionale, vicepresidente regionale, presidente regionale, fino ad arrivare ad essere presidente nazionale, carica che ricopro da 15 anni. Da poco sono presidente di Best Showroom e stiamo lanciando la prima federazione che raggruppa tutte le associazioni del settore della moda specialmente quelle della distribuzione intermedia.

Ho sempre creduto sia nel lavoro che nell’associazionismo: perché solo l’unione fa la forza e le  sinergie condivise portano a risultati concreti.

Sono anche fondatore e presidente di Assotemporary e quest’anno sono stato insignito dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro per avere contribuito a fare crescere la nostra Italia.

La tua più grande passione?

Le mie più grandi passioni sono la moda, il mio lavoro e la mia famiglia. Poi anche la moto ma quella fa parte degli hobby. Ho anche corso da giovane. Ora non posso più permettermi di andare nei circuiti con la moto, però mi diletto con l’Harley-Davidson.

La tua più grande paura?

Non ne ho di paure vere e proprie. Più che altro temo di non riuscire a portare a termine i progetti che ho iniziato; non solo per me ma per il mio gruppo e le associazioni che coinvolgo nei programmi; non per incapacità ma per gli imprevisti che possono occorrere… vedi ad esempio il Covid…

Il tuo colore preferito?

Io vado a periodi. Ora c’è l’arancione anche se poi di arancione non mi metto niente. Ovviamente, poi, prediligo i colori scuri per l’abbigliamento: blu e nero. Essendo un uomo la scelta dei colori è un po’ più limitante.

In quale epoca viviamo?

Viviamo in un’epoca strana; in un’epoca, ti dico la verità, in cui non mi sarei mai immaginato di vivere.

Non solo per il Covid. Secondo me l’essere umano ha avuto un’involuzione invece di progredire; viviamo in un’epoca dove si pensa solamente a cose sciocche e fatue e troppo poco a quelli che sarebbero i veri bisogni; la ricerca della felicità, dell’appagamento, non riguarda solo noi ma anche altre popolazioni; penso alle malattie, alla malnutrizione. Si è fatto troppo poco. Però ora ci siamo resi conto che anche noi siamo fallaci nel senso che possiamo essere attaccati da virus o pandemie e non riusciamo ad uscirne così bene.

L’uomo (non tanto a livello tecnologico, dove abbiamo fatto passi da gigante) sul piano umano, non si è molto evoluto.

Cosa c’è dento al tuo bicchiere?

Dentro al mio bicchiere c’è innanzi tutto tanta passione, tanto amore e tanta riconoscenza… per quello che ho, dopo tutto quanto è passato, e che ho sofferto, con il Covid.

Ho capito quali sono i veri affetti e i giusti valori; non che non li conoscessi però li ho rivalorizzati. Ho trovato ancora più entusiasmo e passione per affrontare i nuovi progetti. Ho detto alle mie figlie di non aspettare di vivere una brutta esperienza per apprezzare il miracolo della vita; ci vogliono amore,  entusiasmo e passione e credere in ciò che si fa giorno dopo giorno. 

Invece, in termini pratici, dentro al mio bicchiere c’è sicuramente vino italiano, di cui sono un grande promotore. Oggi credo che i vini italiani siano migliori di quelli francesi e con un prezzo più abbordabile. I francesi sono stati bravi a fare marketing però oggi il vino italiano vende molto di più in tutto il mondo, bollicine in primis. Perciò, alla sera, quando torno a casa un calice di un buon Barolo o un buon Amarone non me lo faccio mai mancare.

L’ultimo pasto prima del patibolo?

Vorrei avere mia moglie nella cella con me per condividere insieme il mio ultimo pasto; lei è stata una modella che ha lavorato ad altissimi livelli ma è anche molto brava a cucinare! Una bella pasta fatta in casa, al tartufo, anche nero visto che io sono umbro. Ecco, non sono un gran mangiatore ma se poi ci fosse un ultimo cucchiaio di un bel Beluga iraniano selvaggio, perché no!

Fumatore?

Mai stato. Ho avuto un piccolo intermezzo con qualche sigaro cubano però da non fumatore mi davano un po’ fastidio alla gola e dopo sei mesi ho smesso.

Il libro sul comodino?

Prima leggevo molto di più; con l’età è calata un po’ la vista ma farò il laser. Amo molto i libri storici e anche i romanzi. Ultimamente mi sono riletto i libri di Colleen McCullough, che molti conoscono per aver scritto “Uccelli di rovo”. Ebbene è stata anche una delle più grandi scrittrici di romanzi storici. 

Cosa accadrà domani?

Nel 2021 partirà questo grande, importantissimo progetto con la Cina. 

Insieme al Greenland Group società cinese che fattura 152 miliardi di dollari (la società è al 171° posto nella classifica stilata da Forbes delle 500 aziende più grandi al mondo) svilupperemo un grandioso Mall a Shanghai, nel Bund (1.2 milioni di metri quadrati), con i primi negozi multibrand e concept store esclusivamente di prodotti made in Italy. Riusciremo a portare in Cina tutta la piccola e media impresa italiana della moda e, soprattutto, i giovani designer che, da soli, non ce la farebbero mai. 

Prevedo una nuova primavera per la moda italiana grazie alla crescente domanda cinese di un “affordable luxury” un lusso con un prezzo più accessibile: ottimo design, finiture e tessuti di qualità ad un prezzo più basso rispetto ai grandi brand; il mercato cinese inizia ad essere maturo con un consumatore evoluto che ama fare ricerca e mixare i prodotti.

Sarà un grande successo per tutto la filiera del made in Italy.

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Il vino artistico

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Davide Bertellini
Folgorato fin dai primi anni dell'adolescenza da un'inarrestabile e sempre crescente "passione gourmet" a 21 anni aveva già fatto due volte il giro del mondo. Oggi, imprenditore nel campo della moda e del lifestyle, ha sostituito alla palestra il ristorante e, in qualità di jetsetter, frequenta i più importanti party e charity events nel mondo. Poliglotta, con la scusa di girare il mondo per il suo lavoro nel campo della moda frequenta i più bei ristoranti alla ricerca di quello migliore, che purtroppo non ha ancora trovato. Founding member Gustavia Yacht Club di St. Barth, è anche top reviewer italiano della guida americana Opinionated About Dining, scrive su Identità Golose per Paolo Marchi e su Passione Gourmet, al quale è affiliato a capo della direzione marketing. Sogno nel cassetto? Un tour mondiale dei ristoranti “3 stelle” della Guida Michelin con fotografo, ghostwriter e jet privato.

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