Chi sei?
Nata a Roma, papà italiano e mamma brasiliana, ho viaggiato molto però sono cresciuta a Milano.
Sono orgogliosa di queste mie origini miste ma sono milanesissima nelle abitudini.
Faccio la giornalista da quando ho finito gli studi; non ricordo di aver mai avuto nella mia vita una settimana in cui non avessi un pezzo da consegnare. Ho lavorato un po’ dappertutto: quotidiani, televisione, radio, internet e tanti mensili e settimanali. Ho lavorato per Epoca, Panorama, Vanity Fair. Da un anno e mezzo circa sono free lance e lavoro per diverse testate: Il Venerdì di Repubblica, Grazia, Marie Claire, Rolling Stone e poi scrivo dei libri, insegno allo IED, ho collaborato alla realizzazione di un documentario.
La tua più grande passione?
Il cinema, che è stato un po’ il motore di tutto; volevo molto fare la giornalista e all’inizio della mia carriera non avevo capito che avrei potuto unire le mie due più grandi passioni (n.d.r. cinema e giornalismo) poi ci sono riuscita e sono felicissima, oltre che molto fortunata. Già da bambina facevo un giornalino in casa che raccontava quello che succedeva in famiglia.
La tua più grande paura?
In questo momento, forse condizionata da quanto è successo, penso alla malattia, alla sofferenza e al dolore personale perché sono cose a cui si può rimediare solo fino ad un certo punto.
Il tuo colore preferito?
Tutta la gamma dei colori che va dall’arancio al rosso e al rosa. I colori molto solari mi attraggono ma poi non è detto che io li indossi.
In quale epoca viviamo?
In un’epoca in cui tutti hanno diritto a dire quello un tempo avrebbero detto solo al bar e probabilmente anche a bassa voce. E non sempre è una bella idea.
Cosa c’è dentro al tuo bicchiere?
Acqua o vino bianco. Non bevo superalcolici né soft drink.
L’ultimo pasto prima del patibolo?
La parmigiana di melanzane che è il mio piatto preferito in assoluto.
Sei stata o sei mai stata fumatrice?
Solo da ragazza e poi ho smesso.
Il libro sul comodino?
Sto leggendo il libro vincitore del Premio Strega 2021 “Due vite” di Emanuele Trevi.
Cosa accadrà domani?
È appena uscito il mio nuovo libro, l’ottavo, si intitola “Scostumate”.
Si tratta, in parte, la biografia di Marisa Padovan che è una donna molto coraggiosa e indipendente che alla fine degli anni Sessanta aprì a Roma una boutique prima di lingerie e poi di costumi da bagno che è ancora aperta, oggi, nello stesso posto. Sua figlia, che per fortuna continua il lavoro della mamma, mi ha proposto di intervistare tutta la famiglia per raccontare questa storia incredibile. In parallelo, però, racconto anche la storia dei costumi da bagno, di come sono cambiati il comune senso del pudore, i personaggi, i costumi da bagno famosi del cinema e così via.
Il libro racconta la storia del costume bagno intrecciata con la storia – davvero unica – di Marisa Padovan, che è considerata colei che ha inventato la couture nel mondo del beachwear.
Molto presto spero di potervi dire, poi, la data di uscita di questo film che ho scritto e che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno. Il titolo è “The girl in the fountain” è una docufiction sulla storia di Anita Ekberg; è un progetto a cui lavoro da molto tempo. L’ho scritto con Camilla Paternò, il regista è Antongiulio Panizzi e, nel film, recita Monica Bellucci che si è innamorata del progetto e che mi ha seguita in questa avventura.

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