Il Privé di Davide Bertellini

Marinella

Chi sei?

Maurizio Marinella, classe 1955, terza generazione della famiglia Marinella.

Alessandro Marinella, classe 1995, quarta generazione della famiglia Marinella.

La tua più grande passione?

MM: È lo sport, le lunghe camminate, il tennis, le nuotate. Tutto legato ad una altra grande passione, ovvero quella per le sneakers, che mi infondono quel senso di libertà che nella  vita lavorativa mi è sempre mancato.

AM: La mia più grande passione, oltre all’abbigliamento, è la cucina. Sin da quando ero piccolo sono sempre stato vicino alle donne di casa – mia nonna e mia madre – che erano le più brave. Da loro ho imparato inevitabilmente ricette segrete che ho cercato, in varie occasioni, con gli amici, di sperimentare. Ovviamente è differente quando si cucina per gli altri, dove bisogna fornire il massimo impegno e la massima dedizione, mentre mi rilassa molto quando cucino per me stesso.

La tua più grande paura?

MM: Non ho paura della morte o del domani ma di non essere indipendente o autosufficiente a causa di un problema di salute.

AM: La mia più grande paura è quella di essere fagocitato dagli eventi, ovvero non sentirmi padrone della mia vita e quindi di assecondare situazioni, sia lavorative sia di vita privata, che non siano dipese dalle mie scelte.

Il tuo colore preferito?

MM: Il blu, ma amo moltissimo anche il grigio e il bordeaux. Colori che accoppio con piacere nelle scelte quando faccio nuovi disegni per le cravatte.

AM: Il mio colore preferito è il rosso. Da sempre ho vissuto guardando le tonalità del blu che avvolgono l’azienda di famiglia, un colore, questo, che mi infonde calma e tranquillità mentre il rosso è il colore della passione, della fuga dall’ordinario, di un qualcosa di più profondo. Forse.

In quale epoca viviamo?

MM: In un’epoca che mi da un senso di inadeguatezza: troppi social, troppa comunicazione digitale, poco sentimento e calore, una assenza costante nel potersi guardare negli occhi, valori che si stanno sgretolando oltre a comportare, anche, un decadimento di gusto.

AM: Viviamo in epoca votata all’appariscenza; il passato era sicuramente più di concretezza. Ora dover apparire è la cosa più importante di tutte ed è una cosa molto triste, lo testimoniano i social network e le false vite rappresentate su di essi. La vita reale è un‘altra, ed è fatta di amici, relazioni, emozioni, sentimenti, ma sono sicuro che si tornerà a quella concretezza che ha sempre contraddistinto il genere umano.

Cosa c’è dentro al tuo bicchiere?

MM: Non sono un bevitore. Ma preferisco vederlo carico delle emozioni che continuo a vivere. E della voglia di continuare a fare per tramettere una bella Italia e, soprattutto, una bella Napoli.

AM: Nel mio bicchiere, essendo un salutista, c’è sicuramente acqua. Quando mi devo concedere qualcosa di alcolico, magari da accostare a del buon cibo, sicuramente un bel bicchiere di vino bianco, rosso o rosé, l’importante è che mi piaccia. Non deve trattarsi obbligatoriamente di un vino pregiato o costoso.

L’ultimo pasto prima del patibolo?

MM: Sicuramente il mio piatto in assoluto preferito, in ogni occasione, è uno spaghetto con il pomodoro fresco ricoperto di Parmigiano e basilico fresco.

AM: È sicuramente difficile scegliere un pasto prima del patibolo, sarei indeciso tra pasta con lo Stilton – un formaggio inglese dal sapore intenso e forte – oppure la pasta al pomodoro della mia nonna con tanto, tanto Parmigiano, o la famosissima pizza Margherita dell’Antica pizzeria Da Michele.

Sei mai stato fumatore?

MM: No. Tranne 15 giorni nella mia vita quando ero giovanissimo e si compravano le sigarette sfuse, per atteggiarmi a essere più grande insieme a un mio amico comprammo 10 sigarette sfuse e le fumammo in paio di giorni. Comunque non ho mai sentito l’esigenza di fumare anche perché avendo sempre fatto sport sono sempre stato molto rigoroso con me stesso.

AM: Non sono mai stato fumatore, ho provato a fumare ma non mi è mai piaciuto.

Il libro sul comodino?

MM: Purtroppo i miei orari non mi consentono di rilassarmi con un buon libro. Ho sempre aperto e apro il negozio tutti i giorni alle 6 di mattina e torno a casa alle 9 di sera, questi orari non mi hanno mai concesso la possibilità di potermi concedere una sana lettura.

AM: “Arsenio Lupin il ladro gentiluomo” di Maurice Leblanc, che è l’edizione che ha ispirato la serie attuale, su Netflix.

Cosa accadrà domani?

MM: Spero, come tutti i genitori, di lasciare a mio figlio Alessandro un mondo migliore, con dei valori importanti che non possono e non devono essere dimenticati. In particolare, gli lascio un testimone che, sono certo, raccoglierà e porterà avanti con grande impegno e dedizione. Con lui, quarta generazione della famiglia, la Marinella affronterà il futuro in modo consapevole, mantenendo i valori del passato, adattandosi ad nuovo mercato, ad un commercio che parla di omnicanalità e di sostenibilità. Già oggi E. Marinella ha messo in campo progetti sostenibili per la realizzazione di cravatte con un tessuto 50% seta e 50% di una fibra ottenuta dalle bucce d’arancia (Orange Fiber) e altri materiali biodegradabili al 100%, come la capsule collection in collaborazione con TBD Eyewear, occhiali in bio-acetato.

AM: Sono molto molto fiducioso e, come dimostrano tutti i trend ciclici della storia, sono sicuro che nel prossimo futuro ci sarà una rinascita degli antichi valori, non solo, come dicevo prima, il ritorno alla concretezza, ma una sana e sicura rinascita dell’Italia dal punto di vista dell’artigianato, dell’economia ma anche dell’estetica di un paese che, forse, è ancora il più bello del mondo.

segui @alemarinella e @emarinella

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Davide Bertellini
Folgorato fin dai primi anni dell'adolescenza da un'inarrestabile e sempre crescente "passione gourmet" a 21 anni aveva già fatto due volte il giro del mondo. Oggi, imprenditore nel campo della moda e del lifestyle, ha sostituito alla palestra il ristorante e, in qualità di jetsetter, frequenta i più importanti party e charity events nel mondo. Poliglotta, con la scusa di girare il mondo per il suo lavoro nel campo della moda frequenta i più bei ristoranti alla ricerca di quello migliore, che purtroppo non ha ancora trovato. Founding member Gustavia Yacht Club di St. Barth, è anche top reviewer italiano della guida americana Opinionated About Dining, scrive su Identità Golose per Paolo Marchi e su Passione Gourmet, al quale è affiliato a capo della direzione marketing. Sogno nel cassetto? Un tour mondiale dei ristoranti “3 stelle” della Guida Michelin con fotografo, ghostwriter e jet privato.

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