Mille et un flacons

Il fiore all’occhiello

Ho sempre pensato che i fiori debbano profumare. Che senso può avere un fiore che non emana alcun sentore?

Anche il più bello di forma e di colore, può realmente emozionarti, sebbene inodore? Penso alle mie corolle preferite (peonie, violette, gardenie) e, guarda caso, tutte queste profumano in modo vibrante, per giunta. Ora comprendo bene perché io trovi insopportabile da sempre il girasole: sfacciatamente inodore, lacchè del sole e, altresì, chiassosamente abbigliato! 

Quando mi venivano omaggiati, capivo che i latori dei presenti non avevano compreso poi tanto di me e, sommessamente, riponevo fiori e donatori in fondo ad un cassetto.

Della gardenia mi affascina il candore cereo dei suoi petali, la sua esotica eleganza, le lucide foglie e l’aroma burroso, a tratti carnale, simile alla tuberosa e alla datura.

A fine Ottocento sbocciano gardenie nelle boutonièrres delle giacche di Jean Cocteau, che ne faceva arrivare una fresca ogni mattina da Londra, garofanini Malmaison sui revers di Oscar Wilde e orchidee su quelli di Montesquieu.

Nell’antica cultura tahitiana il piccolo fiore di Tiarè (gardenia taitensis) assumeva un preciso significato a seconda dell’orecchio sul quale veniva posto: quello destro per la fanciulla nubile, il sinistro per la giovane fidanzata o sposa.

Con questi odorosi fiorellini si adornavano poi i capelli che venivano lustrati e nutriti con il Monoi, un prezioso olio cosmetico ottenuto dalla macerazione delle corolle del fiore in olio di cocco.

La bella e pericolosa Datura stramonium (o stramonio) originaria anch’essa dell’Asia, fiorisce magicamente la notte aprendosi in trombette immacolate che contengono alcaloidi dal forte potere psicotropo, utilizzate fin dall’antichità per rituali religiosi e sciamanici. 

Il potere narcotico, a partire dal tardo Medioevo, venne impiegato dagli stregoni durante i sabba per indurre stati di trans, dagli aspiranti suicidi, e dagli avvelenatori in generale (anche di corte) per sbarazzarsi di figure scomode. Più recentemente, lo stramonio fu utilizzato come “siero della verità” durante l’ultima Guerra Mondiale, e in medicina per tentare di lenire i tremori senili e quelli da Parkinson.

Anch’esso, fiore bianco butirroso e notturno, la tuberosa viene definita come “meretrice della profumeria” per il sentore tanto intenso da essere considerato quasi ipnotico e vieppiù bandito alle giovinette europee in epoca rinascimentale.

Il suo aroma densamente sensuale venne con sapiente maestria tradotto nel 1948 in essenza dal talentuoso Naso Germaine Sellier che diede vita al celeberrimo soliflore “Fracas”, consacrandolo alla storia come uno dei “must” della profumeria di lusso.

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Alessandra Vittoria Pegrassi
Andrea G. Pinketts (noto scrittore noir Milanese mio amico di cuore, mio braccio destro e alle volte pure sinistro) aveva già inquadrato ed incoraggiato il mio senso del gusto, o meglio del buon gusto, quando quindicenne andavo a comprarmi da un droghiere del quadrilatero, facendomi fuori la paghetta mensile, aulentissimi bonbons alla violetta, meringhette all’anice e collutori ai petali di rosa. Questa precoce ma solida ricerca del buono anche sinesteticamente parlando mi ha poi condotta a Parigi ove un profumiere stregone mi ha insegnato pian pianino e svelato poi i prodigi della composizione dei bouquet e delle sue note...

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2 Commenti

  1. Ciao Alessandra, ti ringrazio, ho letto attentamente il tuo pezzo e ne sono affascinata, io adoro i fiori e ho una modesta conoscenza, ecco perché il tuo pezzo l’ho trovato interessante come tutta la storia dei fiori.

    1. Grazie a te, Gianna, della consueta e gentile attenzione.
      AVP

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