Il Privé di Davide Bertellini

Daniela Javarone

Chi sei?

Sono una sopravvissuta; certe volte mi chiedo come faccio a essere su questa terra.

Ho avuto una vita fantastica. Partendo dalla mia infanzia, ho avuto tre estremunzioni. Per tre volte sono andata in punto di morte e sono tornata di qua. Sono rimasta orfana di papà che ero piccolissima, avevo quattro anni quando sono rimasta con mio fratello e con mia mamma. 

Il grande amore per la lirica è stata un’eredità della mia nonna materna: nonna Rosa, che era una soprano.

La parte centrale della mia vita è stata poi abbastanza normale: mi sono sposata con mio marito Mario e ho avuto due figli. Un anno dopo la morte di mia mamma, conobbi una signora, grande appassionata di lirica, che viveva nella mia stessa zona di Milano e che mi prese in simpatia. E proprio a una cena di compleanno del marito di questa signora, venni catapultata nel mondo fantastico della lirica con degli ospiti straordinari come Renata Tebaldi, Renata Scotto, Valentina Cortese e  il sovrintendente del Teatro alla Scala di allora, solo per citarne alcuni.

Non credevo ai miei occhi, sedevo a tavola coi miei idoli.

Durante la serata conobbi il marchese Alberto Litta, l’allora presidente degli Amici della Lirica e da lì ebbe inizio un sogno che è giunto fino ai giorni nostri. Il mio impegno con l’associazione a fianco di Litta ha richiesto molto lavoro, ma sono stata brava. Negli anni abbiamo attraversato vari periodi ma abbiamo sempre superato le difficoltà, reinventandoci, quando s’è reso necessario. Perciò siamo passati dal format originale degli appuntamenti a teatro, a una formula più attuale e moderna, ispirata a quanto già accadeva nei più prestigiosi circoli privati di Londra: quella di invitare a una colazione o a una cena un ospite d’onore diverso ogni volta.

E va da sé che è stato un grande successo, che dura da oltre trent’anni… praticamente è passata da noi tutta Italia.

Tutti i personaggi più importanti del paese dalla politica, dell’arte e dello spettacolo, compreso un Presidente della Repubblica come Oscar Luigi Scalfaro, ci hanno fatto l’onore della loro presenza. In seguito all’improvvisa morta di mio fratello, che aveva solo 42 anni, sono poi andata in depressione fino a quando una notte ho avuto “una chiamata” (per carità, sarà stato un sogno non voglio essere presa per pazza) dal Signore, che mi esortava a riprendermi e a dedicarmi completamente agli altri. Da allora in poi tutto il ricavato dei miei eventi è sempre andato in beneficenza, aiutando negli anni oltre cinquanta associazioni.
Poi, diciassette anni fa, è comparso nella mia vita Mario Furlan, fondatore dei City Angels. Da allora sono la madrina dell’associazione e tutto il ricavato dei miei eventi è destinato alle loro attività.

Ho sempre pensato che gli Amici delle Lirica possano essere un ponte virtuale che unisce mondi diversi e distanti fra loro.

L’anno scorso ho anche ricevuto la nomina a vicepresidente del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. 

La tua più grande passione?

La lirica che, però, negli anni mi ha anche danneggiato perché sono stata talmente abituata a sentire con le mie orecchie musica di grande qualità  che adesso quando vado all’opera o la guardo in Tv non riesco a godere di questo spettacolo perché se c’è una minima stonatura o sbavatura me ne accorgo subito, e ci soffro. Da dodici anni sono anche nella giuria del Concorso lirico Magda Oliviero, il più importante d’Italia. Potete immaginare dunque, in questi anni, quanti ragazzi ho ascoltato.

La tua più grande paura?

Morire prima di mio marito.

Il tuo colore preferito?

Il rosa.

In quale epoca viviamo?

Viviamo nell’epoca del cattivo gusto. Non esiste più il buon gusto e neanche l’educazione e c’è il gusto dell’orrido. 

Sono tramontate sia l’eleganza che la femminilità. 

Cosa c’è dentro il tuo bicchiere?

A me piace molto lo Champagne, diciamo le bollicine, in generale.

Il tuo ultimo pasto prima del patibolo?

Ho già dato. Voglio morire con un colpo secco e basta. Addormentarmi e non svegliarmi più. 

Fumatrice?

No mai, si rovina la pelle. Il sole, il fumo e anche le bollicine fanno male alla pelle; diciamo che su tre cose, due le ho evitate.

Il libro sul comodino?

Mi piace leggere le biografie delle donne che hanno segnato le epoche. Sono un po’ come le nostre antenate e hanno qualcosa da insegnarci.

Cosa accadrà domani?

Siamo in balia del “mortal morbo”. Se riescono veramente a trovare un vaccino che ci tira fuori ci vorrà parecchio, però… I miei progetti per il futuro li faccio tutti i giorni. Basta che mi lascino libera. E sono pronta: farò una serata culturale che ne parlerà tutta Milano.

Poi, ovviamente, seguirò da casa, stasera, la prima della Scala con mio marito. Ma rigorosamente in abito lungo!

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Davide Bertellini
Folgorato fin dai primi anni dell'adolescenza da un'inarrestabile e sempre crescente "passione gourmet" a 21 anni aveva già fatto due volte il giro del mondo. Oggi, imprenditore nel campo della moda e del lifestyle, ha sostituito alla palestra il ristorante e, in qualità di jetsetter, frequenta i più importanti party e charity events nel mondo. Poliglotta, con la scusa di girare il mondo per il suo lavoro nel campo della moda frequenta i più bei ristoranti alla ricerca di quello migliore, che purtroppo non ha ancora trovato. Founding member Gustavia Yacht Club di St. Barth, è anche top reviewer italiano della guida americana Opinionated About Dining, scrive su Identità Golose per Paolo Marchi e su Passione Gourmet, al quale è affiliato a capo della direzione marketing. Sogno nel cassetto? Un tour mondiale dei ristoranti “3 stelle” della Guida Michelin con fotografo, ghostwriter e jet privato.

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