Frontespizio del libro, come originariamente pubblicato in latino. Su cortese concessione di Michael Fontaine.
Vertigini

Consigli per bere responsabilmente… dalla Germania del XVII secolo

Gli attuali corsi di educazione alla salute, nelle scuole secondarie, esistono dal XVI secolo. Fu allora che un Rettore di una scuola in Baviera, scrivendo sotto il nome di Vincent Obsopoeus, pubblicò una guida poetica al bere responsabile, orientata verso i giovani che – allora come adesso – sembravano voler disconoscere i propri limiti.

Può davvero essere vero? Devo davvero credere che questo libro possa insegnare alle persone come perdere, razionalmente, il controllo?

lo domanda “Drunkenness” in persona, nella prefazione lirica del libro
Obsopoeus (pronunciato “OB-so-PAY-us”) ha pubblicato questo trattato, in latino, nel 1536. Nell’aprile 2020, la Princeton University Press ha dato alle stampe una nuova traduzione inglese a cura di Michael Fontaine, professore di classici alla Cornell University, intitolata How to Drink: A Classical Guide to the Art of Imbibing, che parla non solo del momento storico del testo, ma anche del nostro, poiché le vendite di alcolici sono aumentate a causa della quarantena COVID-19.

Tuttavia, dice Fontaine, è importante leggere Obsopoeus pensando al suo tempo e al suo luogo.

Sebbene l’immaginazione popolare dipinga spesso l’antica Grecia e Roma come campi da gioco decadenti e prediletti per gli eccessi degli ubriachi, il binge drinking non era una realtà culturalmente considerata presso quelle società. Per prima cosa, i bevitori in quei giorni tendevano a mescolare l’acqua con il vino. Inoltre, il loro vino era meno alcolico del nostro, poiché la mancanza di fungicidi si traduceva spesso in un tempo più breve per l’uva sulla vite e, quindi, minori gradazioni.
I vasi di vino descritti nella poesia di Obsopoeus, su cortese concessione di Michael Fontaine.

Invece, scrive Fontaine nella sua introduzione, “la cultura delle abbuffate alcoliche, così familiare agli americani, è iniziata non nella Grecia Classica o a Roma, bensì in Germania, cinquecento anni fa“.

Le ragioni, nella sua analisi, hanno a che fare con la fine delle Crociate. I giovani venivano ancora istruiti e addestrati per diventare cavalieri, ma quel percorso stava diventando sempre più obsoleto e gli uomini iniziarono a cercare altri sbocchi per la loro aggressività. È stato in quel contesto, scrive, che il “bere hardcore” è emerso come “un segno di abilità di un uomo…
Non ha aiutato il fatto che i vigneti occupassero quattro volte di più la terra tedesca di quanto non ne occupino oggi. Risultato? Pare che perfino presso i medici, e rispettivi pazienti, fosse ammesso bere fino a due litri di vino al giorno.

Alle nostre feste l’obiettivo principale è mandare a casa gli ospiti martellati … Fin dall’inizio versano e giocano a giochi di bevute competitive…

Obsopoeus, de arte bibendi
Incamerando l’Ars Amatoria di Ovidio – una serie di scritti istruttivi sul tema del romanticismo – Obsopoeus cerca di sistematizzare l’arte di ubriacarsi, correttamente, rispettosamente, in sicurezza. (Lo pseudonimo greco “Obsopoeus” era un altro cenno agli antichi, nonché un tentativo di oscurare il suo nome di contadino tedesco, Koch; entrambi, comunque, si traducono in “cuoco”.)

Bacco è dolce, vedi, ma se sottovaluti il ​​suo potere e lo adori nel modo sbagliato, diventa impossibile da gestire.

OBSOPOEUS, DE ARTE BIBENDI
Il Giardino delle Delizie di Hieronymus Bosch (Museo del Prado) che Obsopoeus ha parodiato nel suo testo.

Per come la vedeva il poeta, la moderazione era buona, compresa la moderazione della stessa moderazione. Infatti alcune occasioni, come i festival, erano per lui “adatte per la sovrimbibizione“.

Gran parte dei suoi consigli riguardavano invece l’attenta selezione dei compagni di bevute. Se “hai intenzione di bere vino e adorare [Bacco]” considera “con chi vuoi stare“. Trova persone con temperamenti simili, professioni simili, persone “che sono discrete e modeste nella loro lingua” e “amici la cui qualità e lealtà sono dimostrate e inconfondibili“. Persone, in altre parole, che non si lasceranno incitare a litigare, che non bareranno ai giochi di bevute, che non ti lascerebbero mai al volante. È come se stesse scrivendo un copione per l’orientamento della matricola nel Campus universitari.

Obsopoeus era anche in anticipo sui tempi, dice Fontaine, nel prestare attenzione alle dinamiche di genere della cultura del bere.

Era sconvolto dalle battute da ubriaco a cui molti uomini erano e sono inclini – ciò che oggi viene chiamato “parlare negli spogliatoi“. “Quando i ragazzi sono ubriachi “si vantano delle loro erezioni dure come il legno” e “sputano il sacco su attacchi sessuali volgari ...” Diventano, continua, “maiali pieni di serpenti e lucertole.

Fontaine fa notare che Obsopoeus, paragonando ripetutamente questi scambi caddici, intossicati di “veleno”, stava essenzialmente identificando ciò che ora chiamiamo “mascolinità tossica”.

Il libro si conclude con una sezione che consiglia i lettori che desiderano avere successo nel gioco del bere. Il consiglio principale? Assicurati che tutti seguano le regole: “Devi rimanere concentrato quando bevi [devi] tenere d’occhio le bevande che assegni a ogni persona e assicurarti che il tuo amico stia correndo la stessa gara che stai facendo tu.

Tutto sommato, sembra che Obsopoeus sarebbe stato un ottimo compagno di bevute lui stesso.

* L’articolo che avete appena finito di leggere (a proposito, complimenti per esser arrivati fin qua!) è la puntuale traduzione di un succosissimo pezzo firmato da Matthew Taub per i “tipi” di Gastro Obscura. A lui va tutta la nostra gratitudine di bevitori contemporanei.

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