Mille et un flacons

L’Hermèssence

Hermès: 6 generazioni di artigiani made en France

Ebbe tutto inizio a Parigi nel 1837 quando Thierry, il capostipite, vi si trasferì dalla Normandia in rue Basse-du-Rempart per avviare la propria azienda specializzata nella produzione di bardature, selle e altri finimenti per l’equitazione.
Nella seconda metà del XX secolo l’azienda venne rilevata da Emile-Maurice Hermès, nipote di Thierry, che amplia il repertorio del marchio e crea il primo prodotto paragonabile a una sacca contenitore per attrezzature come stivali o selle, successivamente impiegato dai clienti anche come bauletto, e iniziando a personalizzare le sciarpe da donna di seta stampate con soggetti unici e peculiari.
Gli anni ’30 segnano la vera svolta per gli accessori di moda Hermès: è in questo decennio che nascono il famoso “carré” di seta e la borsa da donna che diventerà l’iconica impeccabile “Kelly” in onore dell’eterea Principessa Grace e, molti anni più tardi, la più trasgressiva “Birkin” quale omaggio all’ammaliante e inquieta Jane.
In questo contesto superbo di bellezza e raffinatezza, nel 1961 il grandioso naso Guy Robert, uno dei più eminenti profumieri del dopoguerra nonché figlio d’arte e custode di preziosi segreti olfattivi del padre, i cui amici erano personaggi di caratura assoluta della profumeria quali François Coty o Ernest Beaux, crea per la Maison la prima fragranza femminile, Calèche” (calesse): un elegante, armonico floreale aldeidico ove trionfa un Iris cipriato scaldato da note cuoiate –ça va sans dire – e legnose.

Nel 1970 Guy Robert consacra “Equipage” alla storia, la prima fragranza maschile di casa Hermès ove irrompe un bouquet di maggiorana e dragoncello dal cuore di garofano, aghi di pino, su un tenace legno di Sandalo.

“Bel Ami”, ispirato al titolo del secondo romanzo di Guy de Maupassant il cui protagonista mediante furbizie e spiccate doti affabulatorie riesce a divenire uno degli uomini di maggior successo della ribalta Parigina dell’epoca, è stato proposto al pubblico nel 1986 dal naso Jean-Louis Sieuzac, che miscela sapientemente calde e sensuali note di cuoio a cocco, vaniglia, ambra grigia, muschio di quercia e storace, creando un ottimo e raffinato Chypre maschile.
Nel 2006 Jean-Claude Ellena lancia sul mercato “Terre d’Hermes”; un chiaro omaggio alla terra, qui resa umida e innaffiata grazie all’impiego delle note di patchouly e spezie calde come pepe e legni di vetiver e cedro, e che gli varrà il premio “FiFi Award Fragrance Of The Year Men’s Luxe” l’anno successivo al debutto sul mercato.
Altro omaggio olfattivo del 2010 al viaggio del Maestro Ellena, “Voyage d’Hermes”, fragranza legnoso-floreale-muschiata dal timbro unisex la cui concezione è ben descritta dal profumiere stesso: “Un invito alla scoperta, all’incontro, alla condivisione”.
Negli anni a venire un crescendo di trionfi olfattivi fanno del mondo Hermès uno dei riferimenti nel campo della profumeria artistica mondiale. Tra questi ricordiamo l’esclusivo “Galop d’Hermès”, datato 2016 e firmato dal naso Christine Nagel, connubio superbo di vigoroso cuoio ed eterea rosa, danzanti in un avviluppante pas de deux che simbolizza ad hoc la cosiddetta “Hèrmessence”…
...segui Alessandra.

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Alessandra Vittoria Pegrassi
Andrea G. Pinketts (noto scrittore noir Milanese mio amico di cuore, mio braccio destro e alle volte pure sinistro) aveva già inquadrato ed incoraggiato il mio senso del gusto, o meglio del buon gusto, quando quindicenne andavo a comprarmi da un droghiere del quadrilatero, facendomi fuori la paghetta mensile, aulentissimi bonbons alla violetta, meringhette all’anice e collutori ai petali di rosa. Questa precoce ma solida ricerca del buono anche sinesteticamente parlando mi ha poi condotta a Parigi ove un profumiere stregone mi ha insegnato pian pianino e svelato poi i prodigi della composizione dei bouquet e delle sue note...

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