Mille et un flacons

Ginepro

Ottimo ma spinoso

Qualche tempo addietro, ho trascorso un fine settimana di mero ozio davanti al camino – eccetto qualche breve passeggiata – nel pianoro di alta montagna valdostana OVE SPESSO MI RITIRO a scrivere e pensare.
Lì è costume impiegare le bacche di ginepro che cresce generoso lungo le aride pendici del paesaggio per aromatizzare carni, selvaggina e salumi e nella preparazione della “zénévrà”, una purea di bacche, cotta molto a lungo, che veniva impiegata nella farmacopea tradizionale.
Ho avuto un piccolo incidente con il succitato ginepro – sì, quello da cui ero fatalmente attratta da piccina quando lo impiegavo per allestire aulenti pot-pourrì – ferendomi l’indice nel maldestro tentativo di cittadina inesperta di coglierne qualche coccola.
Sfregandone qualcheduna tra le mani mi sovviene subitaneamente l’omaggio giocoso ai ruggenti anni “Trenta” della City di William Penhaligon, “JUNIPER SLING”, creato dal maestro profumiere Oliver Cresp, che avevo indossato e scoperto in un gelido inverno del 2012 proprio a Londra.
Che flashback repentino i suoi effluvi ispirati all’ingrediente più iconico e inebriante d’atmosfera Londinese, il “London Dry Gin”!
Questa inebriante fragranza mi porta al naso e al palato uno shot bollente di frozen gin che miscida la verde freschezza della pianta a un pizzico di innocente angelica estinguendo per un poco le fiamme stordenti del brandy rese piccanti da pepe nero e cardamomo, implementandolo poi con rizoma di iris, cuoio e olio di vetiver…
Ecco che poi mi sovviene e mi travolge, come un’onda gelida di vento del Nord, il ricordo olfattivo di “LONDON RAIN BLACK CEDARWOOD & JUNIPER” di Jo Malone, esponente di una singolare e raffinata Limited Edition dedicata alla pioggia quale “leitmotiv” dell’esistenza British e divenuta in seguito un top seller.
Il Naso di questa fragranza Christine Nagel, che ha desiderato intrappolare in ampolla la memoria del profumo del bosco dopo la pioggia battente della notte, gioca sapientemente con ossimorici contrasti proiettando briose note verdi e umide del ginepro su un torrido peperoncino rosso lasciandole poi atterrare, con levità, su esotici legni di cedro.
Altro valente ma ben più classico omaggio quello di Olivier Creed (erede della storica super blasonata casa di fragranze di nicchia e creatore tra l’altro di superbe fragranze “millesimate” quali “Green Irish Tweed”, “Millesimé Imperial”, “Silver Mountain Water” e “Aventus”) che nel 1982 con “Baie de Genièvre” (bacca di ginepro per l’appunto) dona un tono piu’ sportivo e fresco alla façade della sua collezione di eaux de toilette.
In chiave ben più contemporanea e in toto “made in Italy”, si può godere dell’aroma acerbo e boschivo del ginepro che cresce a perdita d’occhio sui monti dell’Abruzzo che viene miscelato ad un prezioso bouquet floreale nell’ Edt “PARCO1923”, i cui esperti profumieri riproducono sapientemente i sentori di piante centenarie e fiori preziosi autoctoni del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
...segui Alessandra Vittoria.

Clam Chowder

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Alessandra Vittoria Pegrassi
Andrea G. Pinketts (noto scrittore noir Milanese mio amico di cuore, mio braccio destro e alle volte pure sinistro) aveva già inquadrato ed incoraggiato il mio senso del gusto, o meglio del buon gusto, quando quindicenne andavo a comprarmi da un droghiere del quadrilatero, facendomi fuori la paghetta mensile, aulentissimi bonbons alla violetta, meringhette all’anice e collutori ai petali di rosa. Questa precoce ma solida ricerca del buono anche sinesteticamente parlando mi ha poi condotta a Parigi ove un profumiere stregone mi ha insegnato pian pianino e svelato poi i prodigi della composizione dei bouquet e delle sue note...

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