Mille et un flacons

Delle tecniche di estrazione

Il maestro profumiere è un viaggiatore straordinariamente fantasioso che, seduto nel suo atelier, il mondo intero omaggia dischiudendogli i suoi preziosi tesori.
Un ospite entrando nel suo laboratorio potrebbe sortirne un poco deluso trovandolo circondato da centinaia di flaconi piuttosto asettici, identici, allineati su parecchi scaffali che ben poco hanno di magico di primo acchito. I petali carnosi odoranti, le scorzette essiccate e rugose, le resine cristallizzate le vedi intrappolate in boccette di olii essenziali, in assolute e infusioni, al fine di poterle miscelare per la creazione di un profumo.
Differenti tecniche di estrazione si sono via via perfezionate nel corso dei secoli al fine di poterci donare materie prime sempre più pure e fini.
La distillazione, che consiste nel catturare il vapore nell’acqua delle molecole odorose attraverso un alambicco, è uno dei procedimenti più antichi e oggigiorno ancora uno dei più utilizzati. Fino al medioevo si era soliti raccogliere le acque distillate dei fiori delle piante e dei frutti come ad esempio la rosa o i fiori d’arancio.
Mentre le rose poste in grandi caldaie ricolme di vapore, dispensano con generosità i loro aromi, altre materie prime non sortiscono alcun successo con questo tipo di trattamento (vedi la tuberosa o il gelsomino).

Nacque quindi l’urgenza e la necessità di definire nuove tecniche di estrazione.

Nel corso del XIX secolo gli abitanti di Grasse svilupparono “l’enfleurage a freddo”, un procedimento a ben vedere molto antico poiché il popolo egizio utilizzava già questo metodo per la creazione dei loro profumi grazie all’ottima capacità assorbente del grasso. Questo “enfleurage a freddo” rivoluzionerà completamente l’arte della profumeria.
I fiori freschi vengono disposti con meticolosa cura su uno strato di grasso neutro su dei telai in vetro e girati pazientemente ogni ventiquattro ore. Dopo il trattamento con l’alcol di questo grasso imbibito di essenza da questa “ Pommade” si ottiene “ l’Absolue” il cui sentore, di una finezza rara davvero , e’ molto molto prossimo a quello del fiore fresco.
È ad esempio, con questa tecnica estrattiva che Jean Baptiste Grenouille, spietato protagonista del romanzo di Patrick Suskind, “Il Profumo“, cattura l’anima profumata delle più graziose abitanti di Grasse ricavandone una fragranza che gli conferirà, uomo nato senza alcun proprio sentore epidermico, potere di seduzione sovrannaturale e diabolica…
Un nuovo tipo di estrazione viene messo a punto nel 1880. Il vapore acqueo, utilizzato nella distillazione, viene sostituito da dei solventi volatili. Questo procedimento permette di raccogliere le essenze vegetali più dense di aromi, come le materie essiccate, le scorze, le radici e i prodotti di origine animale.
Dei vassoi perforati ricoperti di uno strato spesso di questi elementi vengono disposti all’interno degli estrattori e poi trattati da un solvente che ne intrappola così le molecole odorose. Si ottiene, dopo la decantazione, una sostanza piuttosto cerea, “la concreta” che, per evaporazione, dona l’assoluta. La concreta può a sua volta, subire un’ulteriore estrazione con etanolo, ottenendo la cosiddetta “essenza assoluta”.
L’estrazione degli olii essenziali degli agrumi consta di un procedimento molto semplice, ossia la spremitura delle bucce. Queste, dopo essere state pelate, vengono pressate affinché possano aprirsi minuscoli pori ed emanare preziosi olii essenziali.
Purtroppo innumerevoli studi realizzati da varie società di profumi hanno constatato che tutte le fragranze vegetali si alterano durante la raccolta poichè una volta reciso il fiore o il frutto dalla pianta, la sostanza odorosa si degenera rapidamente.
Così negli anni Ottanta i ricercatori hanno messo a punto un nuovo procedimento molto semplice ma rivoluzionario denominato “Headspace” che consiste nel catturare gli elementi più eterei e volatili dell’ingrediente prescelto senza reciderlo ma ponendolo sotto una campana di vetro (sic!) dotata di micro ricettori che “inspira” in loco le note olfattive  che poi recupera per estrazione tramite un solvente.
Questa tecnica salvifica può essere utilizzata anche ad esempio per dei fiori che fioriscono solo la notte come il gelsomino, o molto raramente, o che appassiscono molto velocemente come la fresia e per i quali sarebbe impossibile altresì realizzare un olio essenziale.
...segui Alessandra.

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Alessandra Vittoria Pegrassi
Andrea G. Pinketts (noto scrittore noir Milanese mio amico di cuore, mio braccio destro e alle volte pure sinistro) aveva già inquadrato ed incoraggiato il mio senso del gusto, o meglio del buon gusto, quando quindicenne andavo a comprarmi da un droghiere del quadrilatero, facendomi fuori la paghetta mensile, aulentissimi bonbons alla violetta, meringhette all’anice e collutori ai petali di rosa. Questa precoce ma solida ricerca del buono anche sinesteticamente parlando mi ha poi condotta a Parigi ove un profumiere stregone mi ha insegnato pian pianino e svelato poi i prodigi della composizione dei bouquet e delle sue note...

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